Spotify intervista Dan Smith

Dan Smith ha formato la sua band, i Bastille appunto, nella sua camera da letto a Londra nel 2010. L’Aprile scorso è uscito il loro singolo di debutto “Overjoyed”, seguito in rapida successione da “Bad Blood” e “Flaws”, prima della straordinaria hit “Pompeii” arrivata questo Febbraio. Durante tutto questo tempo Dan è stato praticamente sempre in tour, anche se ora è tornato a Londra per due giorni, al fine di scrivere e registrare qualche canzone. Inoltre la band farà da supporter ai Muse e a Dizzle Rascal all’Emirates Stadium.

Allora, come è stato?

Wow! Fantastico! Proprio come ti aspetteresti che fosse, e in qualche modo è stata la cosa più straordinaria che avessimo mai fatto! È veramente surreale vedere i meccanismi che stanno dietro ad eventi come questo, senza contare che i Muse sono davvero dei grandi. Ho incontrato per la prima volta Dizee Rascal nel backstage, per me era la prima volta.

Benvenuto nella tua nuova vita!

Oh no! Questa assomiglia più alla nuova vita del vincitore di un talent show.

Questo è quello che pensi tu… da adesso in poi potrebbero esserci sempre concerti come questo per voi.

Non saprei. Sono cinico e pessimista di natura, quindi per me tutto questo è assurdo. Non ho nemmeno lontanamente contemplato l’idea di fare un tour nelle arene. Per questo è stato così incredibile vedere come sarebbe stato; un’opportunità così potrebbe non ricapitarci più! Ora come ora ci ritroviamo sempre in situazioni davvero assurde. Ieri sera stavo facendo il soundcheck nel bel mezzo dell’arena completamente vuota, quando tutto ad un tratto sono comparse delle persone che non erano venute per vedere noi, ma dovevamo comunque testare il terreno e provare a convincerli.

Era tremendo? Sii onesto!

Io ero letteralmente terrorizzato, ma volevo anche divertirmi. Continuavo a guardare il resto della band e a ridere. Avevano messo il nostro logo e delle grafiche sui mega schermi, era molto bello. Alcuni fan ci hanno mandato delle foto, era assurdo!

Siete stati da soli in tour per quasi due anni e raramente avete fatto da supporter ad altre band.

In realtà, solo ai “Two Door Cinema Club”. Sono però contento del fatto che tutto sia partito da loro e lo stesso è valso per i Muse, non ci sono state buone uscite! Si sentono parecchie storie riguardo a come le band si mantengono, ma noi non facciamo assolutamente parte di esse. Per i primi due anni abbiamo fatto tutto da soli, abbiamo preso tutte le decisioni insieme, è stato divertente. Poi abbiamo firmato un contratto con la Virgin, che ha investito tempo e ci ha dato spazio per fare ciò che volevamo. Non siamo mai stati pubblicizzati, per questo l’album ha colto molti di sorpresa. Inoltre non abbiamo avuto tanto riscontro da parte dei media, per questo i nostri fan sono dei veri affezionati, uniti dal passaparola.

Le cose sono cambiate recentemente?

Si, assolutamente! Ci hanno trasmesso molto in radio e le persone hanno condiviso la nostra musica online, il che è stato veramente di aiuto. In realtà tendiamo a minimizzare il nostro seguito!

Ci sono persone che hanno reso “Pompeii” un vero e proprio “video virale”.

Si è vero, quella canzone è particolare. L’ho scritta nella mia camera al pc solo per divertimento. Avevo letto di come Pompei fosse stata distrutta da un’eruzione vulcanica, ma anche che era conosciuta come la città dell’edonismo. Rimasi colpito dalle immagini dello spazio lasciato dai corpi oramai decomposti e dai movimenti delle persone catturati per sempre nella cenere. Mi sembrava tutto così potente che iniziai ad immaginarmi come sarebbe stato se proprio quei corpi di cenere avessero potuto parlare della loro città. Ad essere onesto, trovo ancora surreale che anche solo una persona ascolti la mia musica… non ho mai ambito ad essere parte di una band. Quello che penso è che le persone condividano qualcosa che gli piace davvero, quindi è un onore che le persone stiano condividendo “Pompeii” così tanto. Significa anche che dovunque andiamo abbiamo questa fantastica canzone per concludere l’esibizione, dato che quando la suoniamo tutti iniziano a dire: << Oh, è QUELLA…>>

Vi sentite come se steste ricominciando tutto in America?

Un po’,ma  non avendo  nessun tipo di ambizione, la cosa non ci mette troppa pressione. Non ci saremmo mai immaginati di lasciare l’Inghilterra e invece abbiamo una serie di date da tutto esaurito in Europa e abbiamo appena ricevuto il Disco di Patino in Italia… E pensare che ancora non ci abbiamo neanche mai suonato in quel paese! L’America è un territorio inesplorato per noi. Ci siamo stati solo una volta per suonare al South By e siamo emozionati all’idea di provarci di nuovo. Siamo curiosi di sapere se verrà davvero qualcuno ai concerti e se quelli che verranno apprezzeranno.

5 canzoni senza le quali i Bastille non potrebbero esistere?

“Ready Or Not” dei The Fugees, “Only Living Boy In New York” di Simon and Garfunkel, “Concrete Schoolyard” dei Jurassic 5, “Hope There’s Someone” di Antony and the Johnsons e “A Punk” dei Vampire Weekend.

Esiste la canzone perfetta?

Non credo, perchè i gusti cambiano durante la vita. Ultimamente ho sempre in mente “Bad Religion” di Frank Ocean, e anche l’ultimo album di James Blake mi piace molto. Io amo la musica: compro e ascolto sempre cose nuove, non mi piace soffermarmi su cose passate.

Dove cerchi nuova musica?

Un pò su Spotify! Anche i consigli dei miei amici però sono importanti. Parlo con tante persone di nuova musica…

Infine, domanda cruciale, qual è il tuo rumore preferito?

Mmm, direi il silenzio che arriva dopo la fine improvvisa di un rumore assordante o immagina il fruscio del frigorifero  oppure una mosca che ronza e poi il silenzio più assoluto… Fantastico! È la pace, come se qualcuno ti staccasse le orecchie.

Fonte : Spotify

Traduzione a cura di Valentina Baglioni

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